Ieri, 14 aprile 2013, è partita l’avventura  del nostro orto condiviso, un orto che abbiamo sognato e pensato per tutto l’inverno a casa del nostro carissimo amico Giuseppe, grande sostenitore dell’agricoltura naturale ispirata a Masanobu Fukuoka:

  • NON ARARE
  • NON CONCIMARE
  • NON DISERBARE
  • NON POTARE

L’orto si trova in una piccola località, frazione del comune di Marsciano ( PG), vicino ad un piccolo campo sportivo e ad una scuola elementare.

Quando siamo arrivate  Giuseppe ed amici avevano pulito il terreno dai numerosi rifiuti che lo invadevano ed un quadrato di terra era stato falciato.

Eravamo pronte alle fatiche che ci aspettavano per zappare la terra ma in realtà, dopo una piccola fase di pulitura da alcuni residui di vetro, plastica e legno ancora presenti, ci siamo seduti in circolo ed abbiamo pensato alla pianificazione dell’orto:
come disporre i pancali(montagnole di terreno soffice misto a cartone piccoli ramoscelli scarti di cucina e residui di compost),come disporre l’impianto a goccia, come togliere la gramigna!

E si, la gramigna è tantissima  e proprio accanto al nostro futuro orto, il vicino arava la terra gramignosa con il trattore!

Ma no..il trattore no!

Non vogliamo usare petrolio e  mezzi meccanici, vogliamo usare le mani e non ci importa se lavoreremo solo un piccolo pezzo di terra….non abbiamo fretta…. e neanche la necessità di produrre per sfamarci a tutti i costi…

Quest’orto non è un semplice orto, è un esperimento di socialità, di condivisione, di  studio e confronto.

Già ieri abbiamo imparato che la gramigna non va zappata perché si frammenta ed ogni frammento si riproduce facilmente diventando ancora più infestante.

Quindi niente zappa ma vanga-forcone che rivolta il terreno e ci permette di allontanare le radici di quest’erba tignosa.

Il nostro orto sarà un orto sinergico perché ci piace l’idea della sinergia delle piante come ci piace la sinergia che si sta creando all’interno del gruppo di aspiranti contadini  che si avvicina e partecipano a questo progetto.

L’orto sinergico è un orto zen, che rispetta massimamente non solo le piante ma anche la Terra, con la convinzione che la natura sia già da sé perfetta e che l’uomo deve metterci le mani il meno possibile, dando maggiore spazio all’osservazione piuttosto che alla manipolazione.

Mentre cercavamo una soluzione per debellare o almeno ridurre la gramigna di questo ettaro di terra messoci a disposizione, si pensava al nome dell’orto: orto e risorto, l’orto nelle mani, fratello orto, orto insieme … orto biagione.

La scelta del nome è stata durissima  ma alla fine il più votato è stato ORTO BIAGIONE che fa rima con condivisione eb in onore della località che lo ospita, San Biagio della Valle.

L’avventura è iniziata e già ci emoziona, vi terremo aggiornati sugli sviluppi ma vi chiederemo anche una mano quando avremo bisogno di consigli perché siamo inesperti e vogliamo imparare insieme e comprendere i segnali che la natura ci manda e che non eravamo proprio abituati a sentire.

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