Il 19 dicembre 2012 noi Riciclamiche siamo state invitate presso l’ufficio della cittadinanza di Ponte Felcino, Perugia, per portare la testimonianza della nostra esperienza nel baratto e nelle attività di riciclo. Le persone con cui ci siamo confrontate sono un gruppo di donne immigrate, dai paesi dell’est o per la maggior parte nordafricane, che si trovavano lì per frequentare un corso di lingua italiana. La responsabile del progetto Marzia Lentini ha pensato, dopo averne parlato in classe e aver sperimentato un piccolo baratto tra loro, che sarebbe stato più efficace un nostro intervento dal vivo. Quando siamo arrivate ci hanno accolto con curiosità e ammirazione come se stessimo facendo una cosa impossibile da realizzare, quindi abbiamo cercato di raccontare in breve la nostra storia, come ci siamo conosciute e organizzate in questi mesi e come abbiamo creato la rete di rapporti che ci ha portato ad essere ancora qui. Queste signore hanno delle enormi capacità manifatturiere provenendo da paesi in cui l’artigianato è ancora pane quotidiano nei mercati, ma spesso quando arrivano qui si lasciano alle spalle quella realtà perché assorbite dal consumismo e da uno stile di vita che promette benessere, ma che esiste solo sullo schermo delle nostre televisioni. Attraverso il confronto verbale ogni persona presente ha scoperto di avere una dote o una capacità sopita, ma addirittura di praticare già il baratto nel piccolo della propria comunità offrendo il loro tempo per servizi o favori alle altre famiglie, oltre che scambiando beni materiali quali vestiti per adulti e bambini o qualsiasi altra cosa. Spesso queste comunità infatti si avvolgono della condivisione di oggetti e denaro per aiutare chi sta più in difficoltà degli altri, ma rimane un cerchio ristretto. Partendo da queste riflessioni abbiamo riportato l’esempio della nostra Riciclamica Cristina, che si è dedicata al riciclo creando dei bellissimi addobbi di Natale dalle lattine e dalla carta degli opuscoli pubblicitari; della nostra amica di baratto Najat, donna marocchina con 5 figli, che viene ogni sabato ad aiutarci con il mercato e in cambio cerca e trova ciò che le serve per vestire tutta la famiglia e recuperare qualcosa che può servire anche ai suoi conoscenti. Attraverso questi racconti e l’entusiasmo che ci caratterizza, abbiamo cercato di trasmettere loro la volontà nel migliorare il proprio immediato futuro, avendo già la fortuna di essere appoggiate da una struttura comunale e invitandole a venirci a trovare durante la giornata di mercato. Speriamo che al più presto anche questo gruppo di donne volenterose e capaci si organizzi per creare un gruppo di baratto, magari trovando il loro spazio mensile in un mercato di Ponte Felcino così che la rete si allarghi ancora di più e la speranza di cambiamento diventi un sogno ogni giorno più vicino da realizzare.

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